Mr. FROG.PRO & Mrs. Haley Strategic: un setup a 360°

Articolo a cura di Nicolas Alessandri

La domanda che spesso molti si pongono è se sia realmente possibile creare un setup in grado di adattarsi ad ogni evenienza, permettendo una modulabilità completa a 360° e la possibilità di
passare da un sistema completo con portapiastre e tactical belt ad uno più easy composto semplicemente da un chest rig e uno zaino.

Molti penseranno “UTOPIA”; ma invece oggi vi descriverò nello specifico come diverse aziende
possano accorrere in vostro aiuto per trovare una possibile soluzione al problema.

 

Portapiastre FROG.PRO LC-AWPC
L’azienda è un marchio MADE IN ITALY (cosa che stuzzicherà sicuramente gli amanti del
commercio sostenibile) mentre per tutti gli amanti del MADE IN USA non rammaricatevi, l’azienda che andrò a descrivervi non avrà nulla da invidiare ai più rinomati marchi USA.

L’ LC-AWPC (Air Warrior Plate Carrier) è un porta piastre prodotto con nuovi materiali che
assicurano una maggior durata e minor peso. L’ LC-AWPC è studiato per poter ospitare la nuova
generazione di piastre balistiche rigide in una sagoma a basso profilo nel minor peso possibile,
senza rinunciare ad una struttura traspirante, ergonomica, completamente regolabile e resistente.

Il nuovo sistema PALS è composto da un tessuto composito proprietario denominato LAHYCO®
formato da Hypalon® e Cordura® 500D con caratteristiche fisiche e meccaniche impagabili. Il
LAHYCO® è la base per lo sviluppo della nuova linea LC (Laser Cut); una linea di taglio che una
volta analizzata si è saputa rivelare al livello dei grandi marchi USA come Blue Force Gear ed altri.

Il nuovo design, completamente compatibile con lo standard molle precedente, offre maggior
leggerezza, robustezza e permette l’aggiunta di speciali funzioni quali fori di utilità per shock cord o asole per fibbie QASM.
Infine il cummerbaund composto da una fascia elastica permette la totale libertà di movimento degli arti superiori permettendo quindi di operare con tactical belt di qualsiasi tipo senza avere
impedimenti.
Realmente funzionale e utile si rivela poi l’applicazione di supporti Fastex negativi sul portapiastre che rendono quindi possibile applicare Chest Rigs di qualsiasi tipologia (sia prodotti dalla casa Frog-Pro che da altri).

 

Chest Rig Haley Strtegic D3CR 5.56 type
Trevis Haley, fondatore dell’omonima azienda americana, è un veterano che dopo aver prestato
servizio nei Marine per 15 anni, una volta congedatosi, ha lavorato come contractor per diverse
realtà internazionali fino al momento del suo ritiro, quando decise di fondare il marchio Haley
Strategic.
Il marchio si impose sul mercato con un prodotto che si rivelò fin dall’ inizio competitivo su
moltissimi fronti, un chest-rig prodotto in versioni 5.56 e 7.62.
Prodotto in Cordura 500D, il chest-rig si compone di 4 tasche per Mag. 5.56, 2 tasche per Mag.
pistola, una tasca elastica simil taco e 2 utility.
Il prodotto si rivela quindi molto efficace per l’utilizzo in ambito “recon” abbinato ad uno zaino come il Karrimor SF Predator da 30L ma anche per l’applicazione su un portapiastre come quello sopracitato; i fastex risultano infatti perfettamente adattabili e si possono innestare senza necessitare di grandi modifiche.

 

HSGI Slim Suregrip Padded Belt + 1,5” Cobra Inner Belt
Quante volte avete pensato all’ infinita utilità di un cinturone tattico da poter utilizzare in varie
situazioni che spaziassero anche oltre il solo Softair?
Ma ogni qual volta vi ritrovavate con problemi come gli eccessivi ingombri, la mancanza di stabilità una volta a pieno carico, oppure il fatto che non restasse all’ altezza prestabilita senza l’implemento di supporti o sostegni.

HSGI ha saputo risolvere il problema! creando un prodotto che fosse in grado di mantenere un
profilo quanto più basso possibile e fosse stabile al 100% anche in situazioni di pieno carico.
Prodotto in cordura 500D avendo solo due file di pals mantiene un profilo che garantisce
comodità e versatilità; l’applicazione della cintura interna con sistema velcro e aggancio cobra
permette quindi di avere il massimo sostegno anche senza supporti.

HSGI permette inoltre di modulare esternamente la superficie molle con un’ ampia serie di tasche modello TACO che potranno essere utilizzate anche in situazioni di tiro tattico e difensivo con armi da fuoco.

Ricapitolando, siamo partiti da 3 elementi distinti quali:

  • un portapiastre
  • un chest-rig
  • una tactical belt

per creare un setup che si dimostrasse versatile ed utilizzabile in svariate occasioni semplicemente ponendo un “flag” su uno dei supporti in base alle necessità.
Tutte le aziende e i prodotti sopracitati sono creati da aziende di alto livello che garantiscono
affidabilità e resistenza dei materiali per una durata quasi illimitata.

Tokyo Marui M40A5, un primo sguardo

Articolo a cura di Nicolas Alessandri

Urge innanzitutto quando si parla di repliche “sniper” chiarire i presupposti che si antepongono a quel tipo di gioco; se siete particolarmente propensi per un gioco “fermo” fatto di appostamenti, calcoli meticolosi delle posizioni e delle condizioni di luce e ombra e vi divertite nel rimodulare la vostre ghillie suite di volta in volta pianificandone le caratteristiche a seconda dei campi di gioco, il ruolo di sniper è ciò che fa per voi!

Nel panorama delle repliche odierno si possono individuare svariati marchi e modelli, se si
escludono però le repliche di origine “cinese” di basso costo e quelle con funzionamento a gas
(per ovvie ragioni di potenza) restano quindi quelle dette “bolt-action” (a molla) di casa Marui.
Nello specifico ad oggi se ne trovano 3 cosiddette “di punta”:

  • VSR10 (nelle diverse varianti)
  • L96
  • Il nuovo arrivato M40

A livello di prestazioni delle repliche (in condizioni di scatola con un pallino di buona qualità 0,25) non si riscontrato grandi differenze in quanto essendo la potenza di uscita pressoché identica la gittata tende a mantenersi costante; varia lievemente però la rosata su una distanza di 35/40 metri che tende a premiare l’L96 e l’M40 (si parla comunque di una differenza non eccessiva espressa i condizioni di tiro “pulito”; condizioni che sappiamo esprimersi molto raramente in situazioni di gioco).

Le differenze quindi che possono far pendere l’ago della bilancia verso l’una piuttosto che l’altra
sono più di natura “materiale” e sono influenzate da fattori come:

  • l’ingombro (e quindi la maneggevolezza della replica)
  • Il peso (che in fase di appostamento magari può non incidere ma quando ci si deve muovere silenziosamente e velocemente influisce)
  • La qualità dei materiali (tendenzialmente per chi ne prevede un utilizzo in game si consiglia la colorazione OD per una questione di visibilità)
  • La quantità di rumore prodotta in fase di sparo (e questo punto vede la SCHIACCIANTE vittoria del VSR10 G-SPEC che con il silenziatore fornito dalla casa produce il rumore di un “soffio”)
  • L’indice di “customizzazione” offerto dalla replica; qui serve chiarire che ovviamente una replica sniper generalmente richiede al massimo il rail superiore per l’innesto dell’ottica ad
    ingrandimento; vista però la recente crescita nella richiesta di ASG sempre più fedeli, la
    possibilità di avere comunque un sistema rail anteriore sul quale innestare puntatori come il Dball A-2 o similari gioca un grande vantaggio in fase di scelta (nonostante possano poi rivelarsi non proprio inutilissimi in game, ma del resto chi ha detto che estetica e funzionalità debbano sempre andare di pari passo?)

Ora, chiariti i fattori di scelta che dovrebbero retoricamente influenzare la scelta di una ASG
rispetto ad un’altra, andiamo nello specifico sul Tokyo Marui M40A5 il nuovo nato di casa Marui.
La replica si presenta benissimo, nonostante la calciatura sia in plastica mantiene comunque
un’elevata fedeltà con quelle in polimero di Magpul, la replica viene inoltre fornita con innestati un rail per l’ottica e uno anteriore per altri accessori; sul fusto sono presenti due fori per l’aggancio rapido della cinghia e nella scatola sono inseriti 4 supporti di spessore variabile che possono essere innestati sotto la guancetta di appoggio della spalla per variarne la lunghezza e permettere quindi una massima ergonomicità per tutte le estensioni delle braccia.

Il peso gioca a favore di questa ASG perchè è di poco superiore rispetto a quello del VSR10 ma
inferiore a quello dell’ L96 e la lunghezza totale non eccessiva permette comunque di mantenere una buona maneggevolezza.

Meccanicamente parlando da elogiare sono la corsa dell’otturatore particolarmente corta e
silenziosa e uno scatto del grilletto ottimo perchè strutturato in due fasi:

  • pre-corsa (incredibilmente morbida)
  • Scatto (molto sensibile e privo di altri “salti” o fasi successive alla pre-corsa)

Unico punto a sfavore è la quantità di rumore prodotta in fase di sparo che si rivela ancora
eccessiva rispetto a quella del VSR10.

In conclusione ritengo che ad oggi, delle svariate repliche da sniper di casa Marui, il nuovo nato
M40A5 abbia tutte le carte in regola per poter divenire la nuova ASG di punta per gli amanti del
gioco sniper.

Acquista il tuo Tokyo Marui M40A5

 

AWPC Frog.Pro

Frog.Pro ci ha stupito con il suo nuovo plate carrier AWPC, una nuova concezione per un genere di tattico pensato per trasportare piastre balistiche, costruito con nuovi materiali, trattati con taglio lasercut, tecnica che va per la maggiore tra i più grandi e raffinati produttori del settore tactical mondiali, riuscendo a contenere il peso di tutta la struttura in 480 gr.

L’ AWPC è composto da un tessuto composito proprietario denominato LAHYCO® formato da Hypalon® e Cordura® 500D con caratteristiche fisiche e meccaniche impagabili. Il LAHYCO® è la base per lo sviluppo della nuova linea LC (Laser Cut) di FROG.PRO. Questa nuova tecnologia permette di sostituire il sistema PALS MOLLE tradizionale, composto da fettuccia cucita ad intervalli regolari su tessuto Cordura®, con un nuovo disegno tecnico tagliato al laser su tessuto composito. Il nuovo design, completamente compatibile con lo standard molle precedente, offre maggior leggerezza, robustezza e permette l’aggiunta di speciali funzioni quali fori di utilità per shock cord o asole per fibbie QASM.

Le tasche interne per le piastre, grazie al design Open Top, possono ospitare qualsiasi taglio di piastre balistiche rigide. La struttura a basso profilo ne permette l’utilizzo come sotto camicia per operazioni sotto copertura.

Uno degli aspetti che ci fanno apprezzare maggiormente questo nuovo prodotto di Frog.pro è la possibilità di attaccare in pochi secondi uno dei loro chest rig della serie laser cut alla parte frontale, potendo così passare da un setup chest rig a un setup porta piastre senza bisogno di spostare tasche da una piattaforma all’altra.

Scopri i prodotti della Frog.Pro disponibili nel nostro store

Il Joule – L’espressione della potenza delle nostre ASG

Come tutti noi appassionati sappiamo le nostre ASG (Air Soft Gun) dette anche repliche sono da considerarsi per la legge italiana dei semplici giocattoli, come tali però devono rispondere a dei precisi requisiti, non ultimo quello relativo alla potenza massima che deve essere inferiore ad 1 Joule.

Ma che cos’è il Joule in definitiva e come si calcola?
La risposta è semplice anche se richiede un minimo di preparazione dal punto di vista della “Fisica elementare”. Il joule altro non è che l’espressione del lavoro di una forza applicata su di un oggetto. Per la precisione equivale alla quantità di energia trasferita ad un oggetto (lavoro) quando viene applicata una forza di 1 newton nella direzione del suo moto per un metro di distanza.
Venendo ad una espressione più pratica, che solitamente interessa maggiormente il softgunner il joule è frutto di una formula fisica ovvero :

J= (M x V²):2

Attenzione !!!
J = Joule
M = Massa espressa in Chilogrammi (quindi un pallino 0,20 avrà una massa di 0,00020KG)
V= Velocità espressa in metri al secondo

Fatta questa premessa andiamo a capire come questa formula si applichi nel concreto alle nostre ASG.

Come funziona una ASG

Il funzionamento delle nostre repliche è relativamente semplice, una catena di ingranaggi mossa da un motorino elettrico sposta un pistone che comprime fino all’apice una molla che , una volta rilasciata spinge in avanti il pistone stesso che , come lo stantuffo di una siringa, convoglia l’aria verso il gruppo Hopup-canna spingendo quindi il pallino.
Questa catena di ingranaggi , molla in movimento e gruppo aria (stantuffo siringa) eroga energia in modo costante ed immutabile, quindi , presupponendo un sistema perfetto, quindi esente da perdite d’aria, il risultato del movimento degli ingranaggi-pistone è la trasmissione di una energia costante al nostro BB (pallino).
Fatta questa premessa ovvero “energia trasmessa” = Costante possiamo andare ad analizzare la componente BB (pallino) come l’unica variabile del nostro sistema. Alla variazione del peso del pallino, ovvero aumento della massa, corrisponderà quindi una diminuzione della velocità di uscita proporzionale.
Che cosa deduciamo quindi?

Che se una nostra ASG esprime una potenza di 0,97 joule con un BB (pallino) da 0,20 esprimerà la stessa potenza con qualsiasi grammatura di BB che andremo ad utilizzare perché al variare del peso varierà in maniera inversamente proporzionale la velocità di uscita del pallino. Più il BB aumenterà di peso e minore sarà la velocità di uscita del BB (ricordatevi sempre la formula fisica). Quindi quando sentite dire ad un vostro amico che la sua ASG fa 0,97 joule con BB 0.20 potete fargli presente che esprimerà la stessa potenza con qualsiasi grammatura di BB che andrà a scegliere. Questo ovviamente a condizione di non variare nulla nel “gruppo aria” (Molla-Pistone-Testa Pistone-Cilindro-Testa Cilindro-Spingipallino-Hopup-Rubber-Inner Barrell) .

Velocità di Uscita

Purtroppo spesso sui campi di gioco si sente citare come dato di riferimento univoco la velocità di uscita del BB, alla richiesta del solito softgunner si risponde con : “Ma guarda esce a 97 metri al secondo” come se questo dato fosse univoco. Ecco in questo caso si tratta di un discorso completamente differente, la velocità di uscita non equivale automaticamente ad un valore di potenza poiché la potenza dipende anche dalla massa del proietto. Quindi una replica che esca nominalmente a 97 m/s con BB del peso di 0.20gr esprimerà una potenza di 0,94 joule ma se la velocità di uscita di 97 m/s fosse calcolata per un BB del peso di 0.25 gr la potenza sarebbe di 1,18 joule (quindi overjoule e non utilizzabile).

Misurazione

Per la misurazione della potenza vengono utilizzati diverse tipologie di Crony. A nostro avviso i piu’ affidabili sono quelli a tunnel chiuso, come ad esempio lo Xcortech X3200, il funzionamento del crony è abbastanza semplice, di fatto sono due serie di fotocellule disposte a distanze note che leggono il passaggio del proietto (BB) e forniscono quindi la velocità. I prodotti a tunnel aperto, utilizzati un tempo non fornivano indicazioni sufficentemente precise in quanto le rilevazioni erano influenzate da vari fattori non ultima la luce ambientale.
Su alcuni modelli di crony è possibile attraverso un menù elettronico alquanto semplice impostare dei valori predefiniti di peso del BB, questa operazione consentirà di andare a leggere direttamente sul display del crony stesso i valori di energia espressi in Joule. Di fatto il sistema non fa niente altro che effettuare l’equazione fisica al posto nostro e ci fornisce direttamente il rilevamento in joule. Attenzione però a non farvi trarre in inganno e sbagliare il peso del pallino leggereste sicuramente un dato assolutamente sballato.

Test

Come si effettua il test, diciamo innanzitutto che non esiste un sistema ufficiale, non sono stati pubblicati dei capitolati di prova su come effettuare questo test e pertanto ogniuno cerca di farlo nella maniera che ritiene più corretta. Personalmente consiglio di farlo seguendo questo schema :

– ASG ad hopup azzerato
– 10 colpi a singolo se nessuno dei risultati è anomalo o superiore al Joule di serie previsto il test è superato, se da uno a due BB risultassero superiori al joule si ripete il test per altri 5 tiri se uno solo di questi tiri risulta di nuovo oltre il limite la replica è da considerarsi overjoule. Se i BB oltre il limite sono più di due nella sessione da 10 BB la replica viene automaticamente considerata over e quindi non può essere utilizzata in game.

HPA e GBB

A differenza di quello che accade con le ASG tradizionali i sistemi HPA/GBB sfruttano un GAS compresso allo stato liquido, questo gas si espande lungo la canna ogni volta che viene spinto attraverso di essa, l’espansione del gas lungo la canna è indipendente dal peso del pallino pertanto è possibile che pallini più pesanti in uscita risultino veloci quanto quelli più leggeri e quindi esprimano una energia maggiore. Ad ogni modo teniamo a precisare che la differenza di velocità tra pallini più pesanti e quelli più leggeri è comunque presente ma meno evidente rispetto a quella riscontrata con ASG tradizionali.

Conclusioni

Da adesso in avanti quindi quando vi riferirete all’energia espressa dalla vostra ASG utilizzate la terminologia giusta e mi raccomando rifiutatevi sempre di giocare con chi non ha ASG a norma, oltre che essere scorretto è anche un reato penale abbastanza grave. Giocate e divertitevi rispettando la legge e le regole, lasciate i furbi a giocare nei loro campetti , con i recinti e tutto quanto, ne gioverà a voi e magari porterà all’estinzione loro.

Milsim – Forma Mentis

MILSIM – Atteggiamento Mentale e ricerca della simulazione

Sembra appena ieri ma siamo ormai al giro di boa dei 27 anni di Airsoft (o Softair) in Italia, il nostro è sempre stato un bacino particolare per questa pratica, vuoi perché la nostra nazione è l’unica in Europa con una regolamentazione così restrittiva,  vuoi forse perché i giocatori italiani non se la sono mai sentita di spostarsi troppo da casa propria.

Nonostante questo però il gioco in Italia non è ristagnato, abbiamo costruito campionati competitivi , eventi simulativi interessantissimi ed il gioco è cresciuto qualitativamente nel corso degli anni raggiungendo livelli di eccellenza.

Eccellenza testimoniata dagli ottimi risultati ottenuti poi dalle piccole compagini di matti che escono dai confini nativi alla ricerca di game diversi e che si sono guadagnati il rispetto ed i complimenti di più di un team straniero.

Una però delle attività dove abbiamo ancora bisogno di crescere è quella legata al mondo simulativo, le cosidette MILSIM acronimo di Military Simulation ovvero Simulazione Militare. Se è vero che dal punto di vista delle meccaniche di gioco e dell’organizzazione di eventi competitivi non abbiamo bisogno di imparare nulla da nessuno, occorre però anche fare una seria e attenta autocritica costruttiva che vada a cogliere e magari sviluppare in futuro eventi MILSIM di pregio che attualmente, per varie ragioni, in Italia latitano (e parecchio!!!).

Iniziamo con il dire che una MILSIM non è solo un regolamento , una MILSIM è una forma mentis, richiede immedesimazioni, voglia di giocare, sacrificio, disciplina, umiltà e preparazione. In un mondo (quello dell’ airsoft italiano) forse troppo pieno di “ex-qualcosa” non è sempre facile trovare tutte queste componenti contemporaneamente ma quando le circostanze e gli astri si allineano correttamente il risultato è davvero esplosivo.

Che cos’è una MILSIM

Cominciamo subito con il dire che una vera e propria MILSIM, come vengono organizzate ed impostate ad esempio negli USA, vede il coinvolgimento di più entità, civili e militari, che si vedono coinvolte insieme nella realizzazione di uno scenario simulativo congiunto. Capirete quindi anche voi che una vera MILSIM qui da noi in Italia è impossibile da realizzare. Leggi, limitazioni, difficoltà organizzative e disponibilità da parte degli enti governativi rendono questo tipo di progetto irrealizzabile nella nostra nazione, possiamo però pensare di realizzare qualcosa di analogo, rispettando le leggi e gli ordinamenti attuali, che ci fornisca una solida base simulativa per iniziare.

Una MILSIM quindi è una simulazione militare che veda coinvolte due o più fazioni in lotta tra loro per il raggiungimento di una serie di obiettivi, questi obiettivi possono essere convergenti o completamente diversi  fra loro, questa premessa è importantissima perché può capitare che al termine di un evento tutte le fazioni risultino felicemente vincenti.

Storyboard

Una simulazione prevede per forza di cose l’immedesimazione in un ruolo dei partecipanti, questo può avvenire solamente se a questi viene fornito uno storyboard che , coerentemente con lo scenario, aiuti i singoli giocatori a calarsi nella parte e gli permetta poi di apprezzare tutti i risvolti che l’evento regalerà. Senza un brogliaccio i vari giocatori (che sono anche attori dell’evento) non possono costruirsi e interpretarsi il proprio personaggio ed è inevitabile che il tutto vada a detrimento dello svolgersi dell’evento.

Obiettivi

La cosa che mi ha sempre messo in difficoltà è il bisogno dei giocatori italiani di un risultato per poter giudicare se si sono divertiti o meno, devono sapere di aver vinto o di aver perso, all’ estero questo concetto è sconosciuto, da noi è praticamente il gioco stesso. Percui quello che voglio comunicarvi con queste poche righe è che : SI PUO’ ! Si può giocare conseguendo tutti i propri obiettivi e si vince, come vince anche l’avversario che avrà a sua volta combattuto e raggiunto tutti i suoi obiettivi. Due fazioni, contrapposte sul campo che si scontrano ed entrambe trionfano….. incredibile? No basta semplicemente che in fase organizzativa si tengano conto dei fattori di campo, quantità dei componenti dei due (o più) schieramenti e delle loro relative capacità, dopodichè basterà tarare le varie attività (obiettivi, recon e via dicendo) su questi dati per ottenere un evento fluido, dinamico e che sia divertente per tutti.

Organigramma e Capi Fazione

Ogni evento milsim deve racchiudere una forte componente rievocativa, per questa ragione una solida catena comando è indispensabile,  i comandanti o “Capi Fazione” dovranno quindi essere persone con comprovata esperienza, pronti a mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità con un solo obiettivo: il divertimento comune. E’ importante quindi che i vertici delle fazioni siano coinvolti nel gioco e che perseguano non solo i loro obiettivi, ma contribuiscano in maniera fattiva alla buona riuscita dell’evento. Per esperienza personale ho verificato che è molto utile fare in modo che le varie componenti del gioco siano , in via informale, in contatto diretto in modo che ognuna, all’ occorrenza, possa intervenire nei confronti delle altre senza il filtro dell’organizzazione evento.

Organizzazione, Arbitri ed eventuali Trustee

L’organizzazione evento deve essere presente sul campo sin dai primi secondi, per accogliere i giocatori, fornire loro indicazioni qualora fossero necessarie, organizzare i debriefing e fornire i corretti timing a tutti i partecipanti. Il briefing iniziale lo considero fondamentale, capita sovente che i partecipanti italiani a questo genere di eventi abbiano una conoscenza a dir poco parziale del regolamento e quindi una infarinata di pochi minuti prima del via è indispensabile. Oltre a questo naturalmente sul campo deve essere presente una componente di controllo , che vigili sul corretto svolgimento del gioco e sulla corretta interpretazione del regolamento e dei ruoli. Questo aspetto quindi di presidio e controllo dell’evento è affidata a due differenti figure, quella dell’arbitro che rappresenta l’organizzazione e che ha poteri assoluti sul campo e quella del Trustee (giocatore affidabile) che rappresenta un giocatore , con una ottima conoscenza del regolamento che si mette a disposizione dell’organizzazione per chiarire eventuali contestazioni in gioco. La figura del Trustee deve essere utilizzata con molta cautela da parte di chi organizza , deve conoscere in maniera approfondita il regolamento, ma deve anche potersi interfacciare con il resto dei giocatori durante i momenti più concitati. Non deve, a mio avviso, essere un arbitro in borghese, troppo spesso questa qualifica ha dato il via a problematiche di ogni genere, ma deve poter risolvere ogni controversia sull’ interpretazione del regolamento, dovesse presentarsi in gioco assistendo all’ occorrenza gli arbitri sul campo.

Il numero degli arbitri deve essere congruo alla quantità dei partecipanti all’ evento, dovranno essere in grado di muoversi con rapidità lungo l’area di gioco e dovranno coordinarsi con l’organizzazione evento per fare in modo che ogni eventuale decisione dovessero prendere non influisca sulla fluidità dell’evento.

Conclusioni

Ho scritto questo articolo perché sto notando che troppo spesso in Italia vengono proposti eventi con una definizione , quella di MILSIM, utilizzata a sproposito. Qualcuno pensa che basti inserire nel regolamento l’utilizzo del “medico” per poter definire un combattone una milsim, qualcun altro ritiene che sia invece il gioco con un caricatore midcap a definirla, altri ancora pensano che basti un dress code per poter attaccare il bollino Milsim all’evento. Più passa il tempo più questa definizione viene usata come se fosse un marchio di qualità ed applicato quindi ad ogni genere di evento, una sorta di contraffazione “Made in Italy” da applicare su ogni genere di borsa made in china. Per fortuna però non è così. Il gioco “Milsim” non è solamente una etichetta ma per quanto mi (e ci) riguarda rappresenta una forma mentis.

Se un evento rispetta questi canoni a nostro parere si può definire milsim, se vedete invece che manca anche solo uno di questi aspetti dubitatene e , se siete come noi, statene alla larga , vi risparmierete di sicuro un sacco di dispiaceri e di soldini.